La sicurezza nel confronto internazionale
La sequenza mostra un indicatore per schermata: omicidi volontari, mortalità stradale, tasso di suicidio, spesa militare in rapporto al PIL e controllo della corruzione. Per ciascuno vengono presentati la graduatoria dei paesi, il valore e la posizione dell'Italia e l'andamento negli anni disponibili. Tutti i dati provengono dai World Development Indicators della Banca Mondiale.
| Intentional homicides | 19 | Italia: 0,5681 omicidi ogni 100.000 abitanti nel 2023, 19ª su 196 paesi |
| Road traffic deaths | 32 | Italia: 5,3 morti sulle strade ogni 100.000 abitanti nel 2019, 32ª su 190 paesi |
| Suicide mortality rate | 87 | Italia: 6,99 suicidi ogni 100.000 abitanti nel 2021, 87ª su 185 paesi |
| Military spending (% of GDP) | 80 | Italia: 1,6092% del PIL destinato alla spesa militare nel 2024, 80ª su 164 paesi |
| Control of corruption | 61 | Italia: 59,0517 punti su 100 nel controllo della corruzione nel 2024, 61ª su 206 paesi |
Ogni schermata va letta da sola: l'unità di misura cambia (casi ogni 100.000 abitanti, percentuale del PIL, punteggio 0-100) e cambia anche il numero di paesi coperti, da 164 a 206. Anche gli anni di riferimento sono diversi, quindi valori e posizioni non vanno confrontati da un indicatore all'altro.
In sintesi
Nel quadro complessivo della sicurezza, l'Italia si colloca nella parte alta della graduatoria mondiale per i fenomeni violenti e nella fascia intermedia per gli indicatori di governo. Il dato più evidente è il tasso di omicidi volontari: 0,5681 ogni 100.000 abitanti nel 2023, che vale il 19º posto su 196 paesi, circa un decimo del valore mondiale di 5,2. Anche la mortalità stradale (5,3 ogni 100.000 nel 2019, 32ª su 190) e il tasso di suicidio (6,99 ogni 100.000 nel 2021, 87º su 185) restano sotto i rispettivi valori mondiali. Il punto più distante dai partner europei è invece il controllo della corruzione: 59,05 punti su 100 nel 2024, 61º posto su 206, con un miglioramento di circa dieci punti rispetto al 2013 ma ancora sotto Germania, Regno Unito e Francia.
*Fonte: Banca Mondiale, World Development Indicators — «Intentional homicides (per 100,000 people)», «Mortality caused by road traffic injury (per 100,000 population)», «Suicide mortality rate (per 100,000 population)», «Control of Corruption - Governance score (0-100)».*
Il valore più recente dell'indicatore principale
L'indicatore di apertura è il tasso di omicidi volontari. Per l'Italia l'ultimo dato disponibile è del 2023 e vale 0,5681 omicidi ogni 100.000 abitanti, con la 19ª posizione su 196 paesi coperti dalla rilevazione. Il valore mondiale dello stesso indicatore è 5,2 ogni 100.000: la cifra italiana corrisponde quindi a circa l'11% di quel livello, cioè meno di un nono. Va letta come una misura per abitante, non come un conteggio assoluto, e riguarda gli omicidi consumati registrati dalle statistiche nazionali.
*Fonte: Banca Mondiale, World Development Indicators — «Intentional homicides (per 100,000 people)» (https://data.worldbank.org/indicator/VC.IHR.PSRC.P5).*
Chi sta in alto e chi in basso
In cima alla graduatoria per tasso di omicidi compaiono, nell'ordine, un'unità territoriale identificata solo dal codice «CHI» con 0,0, poi Qatar e Singapore (entrambe 0,0691), Oman (0,1386), Bahrein (0,1956) e Giappone (0,2292); seguono Kuwait (0,25), Senegal (0,2675), Indonesia (0,3038) e Hong Kong (0,3762). Sono in prevalenza paesi del Golfo, città-Stato ed economie dell'Asia orientale. All'estremità opposta si trovano le Isole Turks e Caicos (76,34), Saint Kitts e Nevis (64,1601), Saint Vincent e Grenadine (51,3213), le Isole Vergini Americane (49,8571), la Giamaica (49,4403), l'Ecuador (45,7228) e il Sudafrica (43,7203): soprattutto piccole isole caraibiche, America latina e Africa australe. Con 0,5681 e il 19º posto su 196, l'Italia si colloca nettamente nella parte alta della classifica, vicina al gruppo dei valori più bassi e lontanissima dalla coda, dove i valori superano di quasi cento volte quello italiano.
*Fonte: Banca Mondiale, World Development Indicators — «Intentional homicides (per 100,000 people)» (https://data.worldbank.org/indicator/VC.IHR.PSRC.P5).*
Come è cambiato nell'ultimo decennio
Le serie storiche disponibili per l'Italia mostrano movimenti diversi da indicatore a indicatore. Gli omicidi sono scesi da 0,8756 nel 2012 a 0,4757 nel 2020, il minimo del periodo, per poi risalire in modo graduale: 0,5073 nel 2021, 0,5401 nel 2022 e 0,5681 nel 2023. Il saldo sull'intero arco resta comunque una riduzione di circa il 35%. La mortalità stradale è passata da 8,9 ogni 100.000 nel 2008 a 5,3 nel 2019, con un calo di circa il 40% e una discesa quasi ininterrotta. Il tasso di suicidio si muove in un intervallo stretto: 7,0 nel 2010, un minimo di 6,62 nel 2016 e 6,99 nel 2021, cioè un livello sostanzialmente stabile. La spesa militare in rapporto al PIL è salita da 1,3917% nel 2013 a 1,7298% nel 2020, per poi assestarsi attorno a 1,6% (1,6065% nel 2023 e 1,6092% nel 2024). Il controllo della corruzione mostra il movimento più ampio: da 48,7064 punti nel 2013 a 59,4706 nel 2022, con 59,4218 nel 2023 e 59,0517 nel 2024, quindi un guadagno di circa dieci punti seguito da una fase piatta.
*Fonte: Banca Mondiale, World Development Indicators — indicatori VC.IHR.PSRC.P5, SH.STA.TRAF.P5, SH.STA.SUIC.P5, MS.MIL.XPND.GD.ZS, GOV_WGI_CC_SC.*
Il confronto con i paesi vicini
Sugli omicidi l'Italia (0,5681, 19ª) registra un valore più basso di Germania (0,9107, 42ª), Regno Unito (1,1187, 52º) e Francia (1,3351, 64ª), ed è circa un decimo degli Stati Uniti (5,7634, 134ª); restano più bassi Giappone (0,2292) e Corea del Sud (0,4773), mentre la Cina è su un livello simile (0,5019). Sulla mortalità stradale il confronto si rovescia in parte: l'Italia con 5,3 (32ª) è vicina alla Francia (5,1, 27ª) ma sopra Regno Unito (3,2, 13º), Giappone (3,6, 14º) e Germania (3,8, 16ª); nell'area europea i valori più bassi della rilevazione appartengono a Monaco e San Marino (0,0), Islanda (2,0), Norvegia (2,1) e Svizzera (2,2). Sul tasso di suicidio l'Italia (6,99) è la più bassa fra i paesi di confronto qui riportati: Regno Unito 9,55, Germania 12,9, Stati Uniti 15,63, Francia 16,58, Giappone 17,43 e Corea del Sud 27,53. La spesa militare italiana (1,6092% del PIL, 80ª) è inferiore a Germania (1,8919%), Francia (2,0526%), Regno Unito (2,2786%) e Stati Uniti (3,4192%). Nel controllo della corruzione, infine, l'Italia con 59,0517 punti resta sotto Germania (83,7516, 13ª), Regno Unito (78,4146, 20º), Francia (72,5135, 29ª) e Stati Uniti (69,8552, 37º), e lontana dai vertici europei come Danimarca (94,1568), Finlandia (92,226), Lussemburgo (88,6569) e Svizzera (88,484).
*Fonte: Banca Mondiale, World Development Indicators — indicatori VC.IHR.PSRC.P5, SH.STA.TRAF.P5, SH.STA.SUIC.P5, MS.MIL.XPND.GD.ZS, GOV_WGI_CC_SC.*
Come leggere questi numeri
Le posizioni riportate derivano da un ordinamento meccanico dei valori, crescente per omicidi, incidenti stradali, suicidi e spesa militare, decrescente per il punteggio sul controllo della corruzione: non esprimono un giudizio di merito. In particolare la spesa militare in rapporto al PIL non è un indicatore di sicurezza in senso stretto, e l'80º posto italiano non va letto come un risultato positivo o negativo. Il tasso di omicidi dipende dalle definizioni nazionali (trattamento dei tentativi, casi con causa di morte non determinata) e dalla capacità di rilevazione: dove le statistiche criminali sono meno strutturate i valori possono risultare più bassi del reale, quindi conviene evitare di prendere alla lettera i primi posti di paesi con sistemi statistici fragili o con popolazioni molto piccole, dove un singolo caso sposta molto il tasso per 100.000 abitanti. Lo stesso vale per il tasso di suicidio, esposto a sottoregistrazione per via delle procedure di accertamento della causa di morte e di fattori sociali. Il punteggio sul controllo della corruzione, infine, è una scala 0-100 costruita componendo più indagini, non una misura diretta, e per questo indicatore i dati qui usati non riportano un valore mondiale. Gli anni di riferimento non coincidono — 2023 per gli omicidi, 2019 per la mortalità stradale, 2021 per i suicidi, 2024 per spesa militare e corruzione — perciò è preferibile non riassumere il tutto in una fotografia unica riferita a una singola data, e per gli incidenti stradali va tenuto presente che gli anni successivi al 2019 non sono compresi. Nessuno di questi indicatori, presi separatamente, permette di stabilire rapporti di causa ed effetto tra i fenomeni.
*Fonte: Banca Mondiale, World Development Indicators — indicatori VC.IHR.PSRC.P5, SH.STA.TRAF.P5, SH.STA.SUIC.P5, MS.MIL.XPND.GD.ZS, GOV_WGI_CC_SC.*
Omicidi volontari sulla mappa e nei grafici
| Posizione | Paese / area | per 100.000 |
|---|---|---|
| 2 | Qatar | 0.07 |
| 3 | Singapore | 0.07 |
| 4 | Oman | 0.14 |
| 5 | Bahrein | 0.2 |
| 6 | Giappone | 0.23 |
| 17 | Malta | 0.56 |
| 18 | Slovenia | 0.57 |
| 19 | Italia | 0.57 |
| 20 | Svizzera | 0.6 |
| 21 | Maldive | 0.62 |
| 194 | Saint Vincent e Grenadine | 51.32 |
| 195 | Saint Kitts e Nevis | 64.16 |
| 196 | Isole Turks e Caicos | 76.34 |
In testa compaiono il codice non risolto CHI (0,0), Qatar e Singapore (0,0691), Oman (0,1386) e Bahrein (0,1956); in coda le Isole Turks e Caicos (76,34), Saint Kitts e Nevis (64,1601) e Saint Vincent e Grenadine (51,3213). L'Italia, 19ª, sta nella parte alta della graduatoria.
La linea scende da 0,8756 nel 2012 a 0,4757 nel 2020 e poi risale fino a 0,5681 nel 2023. Le barre e la mappa mostrano una distanza enorme tra i due estremi, con la coda caraibica quasi cento volte sopra il livello italiano.
Confronta i paesi
Morti per incidenti stradali
| Posizione | Paese / area | per 100.000 |
|---|---|---|
| 1 | Antigua e Barbuda | 0 |
| 2 | Monaco | 0 |
| 3 | San Marino | 0 |
| 4 | Micronesia | 0.2 |
| 5 | Maldive | 1.6 |
| 30 | Bahrein | 5.2 |
| 31 | Canada | 5.3 |
| 32 | Italia | 5.3 |
| 33 | Palestina | 5.3 |
| 34 | Isole Marshall | 5.7 |
| 188 | Venezuela | 39 |
| 189 | Zimbabwe | 41.2 |
| 190 | Repubblica Dominicana | 64.6 |
Ai primi posti Antigua e Barbuda, Monaco e San Marino (0,0), Micronesia (0,2) e Maldive (1,6); in fondo Repubblica Dominicana (64,6), Zimbabwe (41,2) e Venezuela (39,0). L'Italia è 32ª, sopra Regno Unito (3,2) e Germania (3,8) e vicina alla Francia (5,1).
L'andamento italiano è in calo quasi continuo, da 8,9 nel 2008 a 5,3 nel 2019. Le barre mostrano un divario molto ampio tra i paesi europei nella parte alta e i valori oltre 30 dell'Africa subsahariana.
Tasso di mortalità per suicidio
| Posizione | Paese / area | per 100.000 |
|---|---|---|
| 1 | Saint Vincent e Grenadine | 0.41 |
| 2 | Siria | 0.59 |
| 3 | Giordania | 0.6 |
| 4 | Egitto | 0.63 |
| 5 | Palestina | 0.65 |
| 85 | Turkmenistan | 6.83 |
| 86 | Messico | 6.95 |
| 87 | Italia | 6.99 |
| 88 | Guinea Equatoriale | 7.03 |
| 89 | Benin | 7.12 |
| 183 | Eswatini | 27.23 |
| 184 | Corea del Sud | 27.53 |
| 185 | Lesotho | 28.66 |
In testa Saint Vincent e Grenadine (0,41), Siria (0,59), Giordania (0,6) ed Egitto (0,63); in coda Lesotho (28,66), Corea del Sud (27,53) ed Eswatini (27,23). L'Italia sta a metà classifica, sotto Regno Unito (9,55), Germania (12,9) e Francia (16,58).
La linea italiana resta in un intervallo stretto: 7,0 nel 2010, minimo di 6,62 nel 2016, 6,99 nel 2021. Barre e mappa mostrano differenze fino a settanta volte tra i due estremi, dove però pesano anche le diverse pratiche di registrazione.
Spesa militare (% del PIL)
Le quote più basse sono di Haiti (0,0684%), Mauritius (0,1496%) e Laos (0,1899%), le più alte di Ucraina (34,4815%), Eritrea (20,8657%) e Israele (8,7767%). L'Italia è a metà classifica, sotto Germania (1,8919%), Francia (2,0526%) e Regno Unito (2,2786%).
La linea sale da 1,3917% nel 2013 a 1,7298% nel 2020 e poi si stabilizza attorno a 1,6%. Le barre hanno una coda molto lunga: il valore più alto supera di venti volte quello italiano.
Controllo della corruzione
In vetta Danimarca (94,1568), Finlandia (92,226), Lussemburgo (88,6569) e Svizzera (88,484); in fondo Sud Sudan (6,0617), Somalia (11,7011) e Siria (13,4113). L'Italia, 61ª, resta sotto Germania (83,7516), Regno Unito (78,4146) e Francia (72,5135).
È la serie con il movimento più netto: da 48,7064 punti nel 2013 a 59,4706 nel 2022, poi 59,0517 nel 2024. Le barre mostrano una scala continua tra i vertici nordeuropei e la coda, senza salti bruschi.